Mozione Condanna comunità Islamiche

 

Curno, 16.11.2015

Alla cortese attenzione del
Consiglio Comunale di Curno

Alla sig.ra Sindaco
dott.ssa Perlita Serra

Mozione ai sensi dell’art. 31 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 10 del 11.03.2012.

Oggetto: Solidarietà al popolo francese e condanna formale, chiara ed esplicita, per i fatti avvenuti a Parigi in data 13 novembre 2015, con invito all’adesione ai contenuti della presente anche da parte delle Comunità Islamiche di Curno.

Il Consiglio Comunale di Curno

di fronte al martirio di tanti innocenti avvenuto a Parigi nella giornata di venerdì 13 novembre, si stringe idealmente con tutte le persone che nei vari paesi hanno sofferto e soffrono per colpa di queste barbarie ed, in particolare, ai nostri cugini francesi che, ancora una volta, sono bersagli di una ideologia distorta e contorta in nome di un fondamentalismo islamico.
Considerato che: i cittadini francesi stanno scrivendo, in quest’ultimo anno, una pagina coraggiosa che rimarrà nella storia, testimoniando fermezza, unità, orgoglio di essere liberi, passione civile e fierezza di essere europei. Oggi, al di là delle differenze ideali e culturali, la strage di Parigi ci costringe ad una maggiore sincerità con noi stessi e ci convince che è illusorio pensare che il tema del terrorismo non ci riguardi o che ci sia qualcun altro che lo affronti al posto nostro. La campana di Parigi è suonata anche per noi!
Un grande filosofo greco scriveva: “Quando un cittadino accetta che chiunque gli capiti in casa possa acquistare gli stessi diritti di chi l’ha costruita e c’è nato. Quando i capi tollerano tutto questo per guadagnare voti e consensi in nome di una libertà’ che divora e corrompe ogni regola ed ordine, così muore la democrazia, per abuso di se’ stessa. È’ prima che nel sangue, nel ridicolo” (Platone). La posta in gioco è troppo alta per continuare come prima. Noi italiani ed europei che, per interessi soprattutto economici, non sempre abbiamo dato “nobili prove” nei paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente, vogliamo oggi con forza gridare al mondo che ai nostri valori non rinunciamo e che nessuno può mettere in discussione i nostri principi fondanti. Le nostre radici sono il risultato della lotta dell’Occidente attraverso i secoli per l’affermazione del valore supremo della persona, della demo-crazia, della libertà, dell’uguaglianza, del superamento di ogni discriminazione e sopraffazione fra i
popoli. Tutte le religioni hanno diritto di espressione ma anche il dovere di un rispetto reciproco.
Queste sono conquiste di cui siamo orgogliosi e per cui è doveroso battersi. La violenza e l’omicidio non sono mai giustificabili su nessun piano e per nessuna ragione perché il diritto alla libertà, in qualsiasi forma, è un diritto fondamentale, un diritto che viene prima di tutti gli altri. Pertanto non potremo mai giustificare il terrorismo. Il terrorismo non è frutto di uno scontro di civiltà, ma ha come
obiettivo lo scontro di civiltà. Esso è, innanzitutto, una guerra interna all’Islam, è la risposta sbagliata e drammatica di una minoranza alla modernità, ai problemi economici, morali, culturali che lo sviluppo e la globalizzazione pongono.
Qualsiasi terrorismo lavora per il “peggio”, non vuole mai il dialogo. Spara alle persone libere, vuole sgretolare la società aperta contro la quale opera. Mira a dissolvere i legami e le convenzioni che tengono insieme gli esseri umani, a dispetto delle loro differenze e delle loro culture, mira ad abolire l’uguaglianza e la dignità umana, mira ad abolire il riconoscimento delle libertà di espressione e tenta di colpire al cuore le democrazie viste come nemiche. Purtroppo l’orrore ed i morti sono reali, mentre è
difficile comprendere, in assenza di formali dichiarazioni di condanna da parte del mondo islamico, se esista davvero un Islam moderato.
Anche L’Islam moderato deve alzare la voce e agire concretamente contro tali barbarie. Ma le parole non bastano e il multiculturalismo rimarrà una vuota utopia se quei valori di libertà, uguaglianza e fratellanza, tanto predicati in questi giorni non si trasformeranno in azioni concrete. E’ prima di tutto compito nostro, di noi europei, italiani, lombardi e curnesi, fare chiarezza, come ci richiede anche la sezione di Forza Italia Curno ed i Moderati di centro destra curnesi, su alcune parole lasciate nell’ambiguità: dialogo, accoglienza e “integrazione”. C’e’ ben poco da essere soddisfatti di fronte a una situazione inerte e confusa come quella venutasi a creare in alcuni paesi europei ed extraeuropei.
Il governo di centro-sinistra appare, come anche l’amministrazione comunale di Curno, sempre più confuso, dimostrando di non aver ancora compreso quello che il centro destra moderato sostiene da anni, fin da quell’anno 2010 in cui iniziò la primavera araba. Non vorremmo trovarci a dire, fra qualche mese, a fronte di episodi di terrorismo che potrebbero interessare anche l’Italia, con la successiva assunzione di atti formali che invece chiediamo già da ora, “meglio tardi che mai”. La mala gestione di questa emergenza da parte di questo governo “non eletto” deve avere un cambio di rotta immediato e risolutivo, senza troppo politichese o promesse di facciata e, soprattutto, senza equilibrismi tattici alla ricerca di facili consensi elettorali. Il rischio è però quello di sempre, di quando si ha a che fare con un partito eterogeneo e diviso come il Pd e con le liste civiche locali di sinistra: “il gioco delle tre carte”. Da una parte si denuncia il fatto che i profughi devono essere accolti e, dall’altra, si difende un governo “non eletto”, vero responsabile di questa gestione disordinata e senza attenzione ai territori.
Non ci può essere tolleranza, quando all’improvviso ti ammazzano. Per scacciare questi ” profeti” della paura, ci vuole un coraggio sovraumano. Questa è l’arma peggiore del terrorismo in nome di Allah, cancellare tutto quel che siamo. Il multiculturalismo delle anime belle della (finta) tolleranza è la peste del nostro tempo. Questo tipo di società, così come concepita oggi, non è altro che una società morta. Non si comprende, o si fa volutamente finta, che la concezione islamica della vita, è radicalmente estranea alla cultura europea.
È giunto il momento di fermare, con buona pace dei nostri governanti, l’ondata di centinaia e migliaia di estranei che, con la tipica arroganza dell’invasore, disprezza, pretende ed ammazza. Si difenda il territorio in maniera decisa, con buona pace di quel l’ideologia che ci vorrebbe amorfi, indifferenti e senza bandiere. Non dimentichiamo che la tolleranza ed il rispetto sono valori europei, perderli per speculazioni politiche, sarebbe una sconfitta per tutti. Si deve essere in due a rispettare la libertà e
l’uguaglianza, altrimenti si fanno solo discorsi demagogici.
Per tutto quanto sopra considerato, visti i contenuti della presente mozione, inoltrata anche per conto della Sezione di Forza Italia Curno e dei Moderati di centro destra curnesi, auspicando: di non udire i soliti e consumati slogan ” No alla violenza”, ” No al razzismo” e di ricevere un formale atto di condanna da parte delle Comunità islamiche locali per i fatti accaduti a Parigi il 13 novembre scorso,

si impegna

  • ad approvare la presente mozione di solidarietà e fratellanza con il popolo francese per i fatti di
    sangue del 13 novembre 2015, condannando formalmente, senza se e senza ma, la vigliacca
    esecuzione di stragi ad opera di fanatici islamici senza pietà;
  • a chiedere a tutte le Comunità islamiche di Curno di condannare apertamente sia i fatti di sangue
    accaduti a Parigi il 13 novembre 2015, sia il fondamentalismo islamico ed, in particolare,
    organizzazioni criminali come ISIS, DASH, ecc.;
  • a chiedere a tutte le comunità islamiche presenti sul nostro territorio affinché partecipino
    attivamente a contrastare tale fondamentalismo, collaborando con le nostre forze dell’ordine e
    segnalando la presenza di eventuali sospetti attivisti, o persone che incitino all’odio o proselitismo
    fondamentalista, al loro interno;
  • a garantire una maggiore e capillare presenza sul territorio degli agenti di Polizia Locale, anche e
    soprattutto nelle ore serali e, per quanto possibile, notturne;
  • ad avere certezza dell’identità dei “profughi” che il Comune di Curno si appresta ad accogliere,
    come appreso dalla stampa locale e come indicato nel documento d’intenti firmato pochi giorni fa,
    in sede di riunione dell’Ambito Territoriale socio-sanitario di Dalmine, anche dalla dott.ssa Serra.

Per conto del Gruppo Consiliare Claudio Corti

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