BASTONATE LE ATTIVITÀ PRODUTTIVE

Nessuna novità dal consiglio comunale di Curno; solo tasse, tasse e ancora…tasse. In data 29 ottobre 2013 in consiglio comunale è stato approvato il nuovo regolamento per la disciplina del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES). Nulla di strano direte voi, non fosse che durante il dibattimento è stato subito evidente che la paventata equità sociale sventolata col nuovo provvedimento lasciasse qualche piccolo dubbio. Il nostro consigliere Paolo Cavagna si è impegnato nel far presente all’amministrazione Serra che a fronte di un minuscolo aumento dei tributi per la popolazione, si poteva evitare di tassare pesantemente le attività commerciali curnesi che hanno visto aumentare le loro imposte sui rifiuti fino al 400%. Secca è stata la risposta della maggioranza. La legge è questa e non si può fare altrimenti! Peccato che pochi giorni prima il governo nazionale targato PD – PDL avesse convertito in legge un decreto che avrebbe permesso ai comuni di rinunciare all’applicazione delle tariffe rifiuti in regime TARES,  consentendo di rimanere con il vecchio regime di tassazione. Peraltro, a differenza di quanto dichiarato dalla maggioranza in consiglio comunale, anche il vecchio regime teneva conto del numero di occupanti dell’abitazione e, soprattutto,  se applicato non avrebbe riservato sorprese per nessuno!

Al primo consiglio comunale utile, quello del 28 novembre, abbiamo presentato una mozione che avrebbe impegnato il consiglio comunale ad approvare il ritorno al vecchio regime di tassazione, ma è stato bocciato dall’amministrazione Serra, ricevendo voto favorevole solo dai consiglieri di minoranza Paolo Cavagna e Sara Carrara. Assente, come al solito, l’ex Sindaco Gandolfi.

 

Così facendo, sulla vecchia tassa si sarebbe dovuto aggiungere solamente l’iniqua maggiorazione, purtroppo obbligatoria, di 0,30 euro al metro quadrato, da versare interamente allo Stato.

 

A dimostrazione dell’applicabilità della nostra proposta, altre amministrazioni hanno invece fatto una scelta saggia ed intelligente nel non approvare in consiglio comunale le nuove tariffe Tares (ad esempio i vicini Comuni di Valbrembo e Pontida).

 

La nostra mozione è stata presentata ben quindici giorni prima che la stampa locale rendesse noto la scelta dei summenzionati comuni ma, purtroppo, l’amministrazione Serra non ci ha ascoltato nonostante l’anno scorso, durante la campagna elettorale, avessero dichiarato  che non avrebbero assolutamente aumentato le tasse: è invece accaduto l’esatto contrario.

 

Dopo l’aumento dell’addizionale IRPEF, delle aliquote IMU, degli oneri di urbanizzazione (questi ultimi in modo astuto e “mascherato” facendo pagare, a chi in determinate condizioni vuole ampliare una casa o un capannone, non solo gli oneri di urbanizzazione ed il costo di costruzione, ma anche i cosiddetti “diritti edificatori”, per la “modica” cifra variabile da 221,40 a 526,66 euro per mq di superficie di pavimento da acquisire!!!), adesso anche l’aumento, scellerato, della Tares – tassa sui rifiuti e servizi, noncuranti della grave crisi economica che attanaglia, soprattutto in questo periodo, il nostro Paese!

 

Pensiamo che in un momento di crisi economica come questo, imporre un regime di tassazione così violento e repentino ai commercianti (ma anche nei confronti di parecchie famiglie di Curno), sia quantomeno ingiusto. Come ingiusto è penalizzare un’attività per il tipo di prodotto che vende, dimenticando la funzione sociale e l’utilità dell’attività stessa.

 

È giusto che un fruttivendolo paghi più di una banca? No, non è giusto! Vorremmo vedere politiche per il recupero dei centri storici, riportando il commercio là dove è nato, nelle piazze e nelle strade, non il sistematico accanimento verso chi gestisce le locali attività commerciali, artigianali e terziarie.

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