CENTRO STORICO, UN PAESE DA DIFENDERE

Stiamo attraversando purtroppo una difficilissima congiuntura economica, forse la più dura dalla fine della seconda guerra mondiale se non, addirittura, da come si apprende leggendo i quotidiani, dalla grande depressione del 1929. Non è in questa sede che si intende affrontare questo argomento, sebbene ci sarebbero moltissimi temi da approfondire, quali l’immediato ricorso a  metodologie utili per rilanciare l’occupazione in Italia, o per ridurre il mostruoso debito pubblico creato in anni di mala gestione della cosa pubblica e, conseguentemente, poter diminuire la pressione fiscale esasperata che soffoca chiunque, dal cittadino medio alle imprese. Vogliamo invece fare una breve riflessione sull’attuale situazione del centro storico di Curno e delle aree limitrofe. Come noto, è stato approvato dall’Amministrazione Serra, dopo un lunghissimo iter amministrativo iniziato con l’amministrazione precedente, il nuovo Piano di Governo del Territorio del nostro Comune. I grandi temi che affronta questo importante strumento urbanistico sono il riassetto e l’ampliamento della zona commerciale di via Fermi, la riqualificazione dell’asse stradale della ex S.S. Briantea e di tutte le aree contigue e l’ampliamento dello stabilimento della Freni Brembo. Purtroppo però, ancora una volta, si  deve constatare che anche questo importante strumento urbanistico non affronta, in modo concreto, il rilancio del centro storico e delle aree limitrofe allo stesso. Non sono infatti presenti azioni mirate che possano incentivare proprietari di edifici, negozianti, artigiani, titolari di studi professionali, ecc., ad effettuare interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione urbana che possano concretamente contribuire a restituire alla comunità curnese quella funzione di aggregazione, di incontro e di intrattenimento, propria del centro storico. Paradossalmente, invece, il nuovo Piano di Governo del Territorio prevede la creazione di un grande percorso-spazio attrezzato, localizzato tra la via S. Jesus e la via dei Campi (area di uso agricolo e di proprietà privata), al fine di collegare in modo più efficace il centro storico con il centro commerciale. Riteniamo questa scelta urbanistica completamente sbagliata in quanto avrebbe una conseguenza nefasta per la necessaria rivitalizzazione del centro storico e delle aree limitrofe. Dallo svuotamento in atto ormai da oltre un ventennio del centro storico si passerebbe, molto probabilmente, alla definitiva necrosi dello stesso, con il potenziale rischio di creazione di ghetti come quelli sorti a Bergamo nella zona tra le vie Quarenghi, San Bernardino e Moroni e con il conseguente, prevedibile, aumento della microcriminalità. Per cercare di sensibilizzare ed incentivare i proprietari di edifici e/o gestori delle attività economiche, e’ stata da poco presentata dal consigliere Paolo Cavagna, durante il Consiglio Comunale del 18.12.2013, una mozione che riprende una proposta che avrebbe dovuto essere esaminata anche dalla passata amministrazione. Tale proposta fu presentata dallo scrivente, in qualità di assessore all’edilizia privata e riassetto del territorio, al vaglio del Consiglio Comunale, previa condivisione anche con i consiglieri di minoranza di allora – ora facenti parte dell’attuale Giunta del Sindaco Serra – ma non poté essere esaminata poiché, come fu detto dall’ex sindaco durante il dibattito: “la documentazione era mancante del parere della responsabile del servizio finanziario del Comune…”. Detta mozione consiste nell’azzeramento degli oneri di urbanizzazione e del contributo di costruzione per la riqualificazione degli edifici, degli esercizi di vicinato commerciali (negozi), delle attività artigianali (piccoli laboratori) e delle attività direzionali-terziarie, fino a 150 mq di superficie di vendita (questo dopo aver verificato che l’incidenza delle entrate degli oneri di urbanizzazione e del contributo di costruzione negli anni 2009, 2010 e 2011, per la zona del centro storico, corrisponde a meno del 10% di tale tipologia di entrate su tutto il territorio comunale e, quindi, non comporta particolari problematiche per il bilancio comunale). Per comprendere i benefici che con l’accoglimento di detta mozione si potrebbero generare, è sufficiente guardare il positivo esempio di alcuni comuni vicini, laddove questa politica è stata attuata con successo. Altri comuni hanno inoltre recentemente annunciato, anche attraverso i mass media, di volere attuare politiche forti, importanti (ad esempio il Comune di Sorisole, con la concessione di diritti edificatori per la riqualificazione energetica degli edifici, oppure la concessione di piccoli importi a fondo perduto per la riqualicazione ambientale delle facciate prospicienti le vie pubbliche), per tornare a rivivere e ripopolare i centri urbani ormai, sommessamente, sempre più intristiti e desolanti. Per questi motivi abbiamo in programma di incontrare, a breve, anche l’associazione delle Botteghe di Curno, al fine di condividere alcune idee circa le modalità di rilancio del centro urbano, anche attraverso la riorganizzazione della viabilità e l’utilizzo degli spazi pubblici.

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