DICHIARAZIONE DI VOTO PGT CURNO – GRUPPO CONSILIARE OBIETTIVO CURNO

Signora sindachessa,

Colleghi consiglieri,

 

ci troviamo in questa sede, questa seta, per iniziare l’iter amministrativo di uno dei documenti più importanti per la vita di una comunità: l’adozione della variante generale n. 1 al Piano di Governo del Territorio, approvato con delibera di Consiglio comunale n. 3 del 9 gennaio 2013.

 

Il compimento dell’intero iter amministrativo, che si dovrebbe concludere, probabilmente, in un lasso di tempo di circa 5-6 mesi, con la pubblicazione dell’approvazione della variante n. i al P.G.T. sul Bolletino Ufficiale della Regione Lombardia, comporterà delle scelte urbanistiche tali dalle quali, in nessun modo, in futuro, sarà più possibile recedete, scelte che influiranno, inesorabilmente, sulla qualità della vita di chi verrà dopo di noi.

 

Fatta questa premessa non posso far altro che mostrare, a nome mio e del gruppo che rappresento, un profondo sconcerto per la documentazione che ho ricevuto solo pochi giorni fa (peraltro solo oggi abbiamo ricevuto, dopo varie insistenze, la bozza delibera di Giunta Comunale n. 11 del 26.09.2016, ad oggi non ancora pubblicata (I), di “presa d’atto delle risultanze emerse con la conclusione del procedimento di formazione del Piano Attuativo -Masterpian – tsl parco commerciale- e, soprattutto, dell’endoprocedimento di valutazione ambientale strategica”, con la quale, di fatto, viene indicato, da parte della Giunta Comunale, “che lo sviluppo dell’Ambito di Trasformazione TS1 venga introdotto ed affrontato nell’ambito della Variante Generale al PGT in corso di conclusiva elaborazione e debba essere considerato “documento strategico di indirizzo programmatico cui dover fare riferimento per l’elaborazione della variante generale al vigente piano di governo del territorio ora in corso, che dovrà introdurre gli opportuni contenuti volti a meglio definire procedure e modalità per l’attuazione dell’ambito di trasformazione del pgt tsl-parco Commerciale).

 

Siamo a dir poco imbarazzati dai contenuti di questa variante al P.G.T. ma, soprattutto, preoccupati per il destino che vorreste scegliere per la salute dei cittadini di Curno.

 

La variante al PG.T. prevede incredibili colate di cemento, ben oltre 100.000 metri cubi di nuove costruzioni su aree attualmente agricole o ad uso agricolo, su un territorio già saturo di edifici commerciali e residenziali, di cui molti sfitti, vuoti e/o da riqualificare: una scelta che porterà via gran parte dei pochi spazi verdi rimasti, aggirando (dal vocabolario Treccani: cercare di sfuggire a una difficoltà non affrontandola direttamente) i contenuti di una legge regionale, la n. 31 del dicembre 2014, che da un chiaro indirizzo agli amministratori, la riduzione del consumo di suolo, la riqualificazione del suolo degradato e il bilancio ecologico tra le aree urbanizzate e quelle agricole.

 

Essendo comunque certi che nelle vostre scelte siate stati supportati da tecnici di indubbia competenza, che vi hanno guidato in questo scellerato progetto di cementificazione selvaggia, riteniamo che lo spirito di un buon amministratore non debba essere quello di trovare scappatoie per aggirare i contenuti della L.R. 31/2014 favorendo, di fatto, il saccheggio del territorio, ma quella di coglierne l’essenza ed applicarla nel rispetto dell’ambiente e, soprattutto del benessere e della salute dei cittadini.

 

Faccio appello, da giovane consigliere, a tutti voi colleghi di maggioranza ed opposizione, ma soprattutto alle mie giovani colleghe qui presenti: non permettiamo questa ipoteca sul futuro del nostro paese, che siamo qui a rappresentare, non permettiamo questo scempio!

In passato avete aspramente criticato l’amministrazione precedente che però, rispetto a voi, non aveva di certo compiuto scelte tanto sciagurate, andando ad approvare Programmi Integrati di Intervento relativi alla riconversione di edifici produttivi/terziari senza alcun consumo di suolo agricolo; avete fatto una campagna elettorale in bicicletta, “per un paese in cui sia bello vivere” ed ora distruggete il poco verde senza nemmeno vergognarvene!

 

In sede di illustrazione della variante al P.G.T. avete, più volte, affermato di non sapere se vi siano specifici richiedenti di ampliamento di attività economiche esistenti, relativamente alle aree in cui vengono previste le nuove edificazioni, con evidente consumo di suolo agricolo. Mi chiedo se pensiate di rivolgervi a degli sprovveduti e se mostriate un minimo di rispetto alle minoranze presenti in consiglio. Per vostra memoria vi cito, testualmente, quello che, ad oggi, la L.R. 31/2014, alI’aft. 5 comma 4, prevede: “Fino all’adeguamento di cui al comma 3 e, comunque, fino alla definizione nel 1’. C. T. della soglia comunale del consumo di suolo, di cui all’articolo 8, comma 2, lettera b ter), della l.r. 12/2005, come introdotto dall’articolo 3, comma 1, lettera h), della presente legge, i comuni possono approvare unicamente varianti del P. G. T. e piani attuativi in variante al P.C. T., che non comportino nuovo consumo di suolo, diretti alla riorganizzazione planivolumetrica, morfologica, tipo/logica o progettuale del/e previsioni di trasformazione già vigenti, per la finalità di incentivarne e accelerarne l’attuazione, esclusi gli ampliamenti di attività economiche già esistenti, nonché quelle finalizzate all’attuazione degli accordi di programma a valenza regionale. Fino a detto adeguamento sono comunque mantenute le previsioni e i programmi edificatori del documento di piano vigente”.

 

A queste scelte scriteriate possiamo aggiungere poi anche il nuovo Piano delle Attrezzature Religiose contenuto nella variante al P.G.T.: anche qui, ancora, decidete di ipotecare il territorio senza consultare i cittadini.

Sindaco Serra, perché non troviamo traccia di Moschee nel suo programma elettorale?

Perché questo cambio di traiettoria? Perché non vogliamo sentire i cittadini in merito, attraverso l’istituto del referendum previsto anche dal nostro statuto comunale, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti della sicurezza e della viabilità? Stiamo autorizzando una moschea di dimensioni spropositate rispetto al territorio che la ospita senza nemmeno pensare a soluzioni urbanistiche adeguate (cito, ad esempio, i parcheggi privati di uso pubblico pertinenziali che il Piano delle Regole del P.G.T. sotto dimensiona, per i cambi di destinazione d’uso per la realizzazione di attrezzature religiose, in 6 mq ogni 100 mc, con conseguente soddisfacimento di detto parametro attraverso il reperimento di meno 10 posti auto — in contrasto con quanto previsto dall’art. 72 comma 7 lett. d) della LR. 12/05 e s.m.i., che prevede uno spazio da destinare a parcheggio pubblico in misura non inferiore al 200 per cento della superficie lorda di pavimento dell’edificio da destinare a luogo di culto tutto questo a fronte di un’utenza, soprattutto il venerdì di ogni settimana, di parecchie centinaia di persone!).

 

Per tutti questi motivi, auspicando che la maggioranza ci ripensi e sospenda il punto all’ordine del giorno, al fine di ripensare i contenuti della variante al P.G.T., il nostro voto è assolutamente contrario!

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