FIUME BREMBO – AREE VERDI LIMITROFE

Dal programma elettorale di “Vivere Curno” ci siamo permessi di estrapolare due punti significativi che riguardano il quartiere della Marigolda. Leggiamo testualmente:

• Assicurare al quartiere della Marigolda una rete ciclopedonale che valorizzi le emergenze paesaggistiche quali i terrazzi alluvionali, il bosco di betulle e soprattutto il parco del Brembo, in collaborazione con i privati.
• Recuperare il rapporto con il fiume Brembo: il parco del Brembo, perno di un sistema ciclopedonale sovracomunale, è un’opera prioritaria nella quale devono essere gestite le relazioni con i comuni limitrofi e con i proprietari di terreni sulle rive.

Ci piacerebbe veramente sapere come l’Amministrazione Serra intenda tenere fede a quest’idea di una “Marigolda in cui sia bello vivere” se, nelle sparute occasioni di confronto con privati cittadini proprietari di terreni sulle rive del fiume Brembo, che potrebbero sfociare nell’acquisizione gratuita di porzioni di aree verdi lungo il Brembo, queste non solo non vengano colte ma, addirittura, nemmeno affrontate. Facciamo riferimento, ad esempio, alla possibilità avuta pochi mesi fa di confrontarsi con una famiglia che possiede un enorme appezzamento di terreno innanzi al fiume Brembo. Quando questa famiglia ha chiesto, come in suo diritto, l’affrancamento dei diritti di livello gravanti su alcuni mappali di proprietà della stessa, a favore del Comune di Curno (una specie di riscatto della proprietà da diritti reali di enfiteusi di origine medioevale – trattasi, in sostanza, del godimento di frutti insistenti su terreni gravati da questa tipologia di diritto reale, in cambio di un canone annuo da corrispondere al Comune), l’Amministrazione Serra, anziché iniziare una trattativa volta all’acquisizione di aree necessarie per la realizzazione della pista ciclopedonale adiacente il fiume Brembo, di collegamento tra l’isolotto di Ponte San Pietro e la frazione della Roncola di Treviolo, ovvero per la realizzazione di un parco piantumato (auspicabilmente comprensivo anche di una piccola area attrezzata per cani), ha affrancato detti diritti di livello per un importo irrisorio, utilizzando metodi di calcolo quantomeno discutibili, non corrispondenti alla effettiva realtà economica (cfr. sentenze Corte Costituzionale n. 406/1988 e n. 143/1997). Un’occasione sprecata che forse segnerà negativamente la fattibilità di un’opera pubblica tanto attesa e voluta da tutti i cittadini di Curno.

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