Speciale sicurezza

Domenica 16 marzo 2014 sarà ricordata, per molto tempo, come una giornata di ordinaria follia che a Curno, crediamo, non si vedeva almeno dal dopoguerra. Gli ingredienti c’erano tutti. Prendi una quarantina circa di attivisti dei centri sociali di estrema sinistra, un centinaio di agenti in assetto antisommossa, 13 furgoni della polizia, un piccolo gazebo con una decina di attivisti di estrema destra ed amalgama tutto, sapientemente, con le mani Partito-Democratiche dell’amministrazione Serra e dalla fedelissima consigliera Paola Bellezza. Il risultato è stato sotto gli occhi di tutta la provincia di Bergamo, uno scenario surreale di cui hanno fatto le spese i cittadini e le attività commerciali di Curno. Crediamo serenamente e seriamente alle parole del sindaco quando afferma che “non era certo il risultato che ci si apettava da questa giornata”, ma, purtroppo, ogni azione ha la sua reazione. Andiamo avanti però con ordine nel raccontare i fatti.

 

In data domenica 9 marzo era previsto e confermato un gazebo di attivisti di estrema destra in piazza Papa Giovanni XXIII. Il sindaco, scoperto il grave affronto, ha deciso di revocare la richiesta in extremis, sostenendo di aver informazioni di possibili disordini. Si legge però sui siti internet, collegati ai promotori del gazebo, che le dichiarazioni del sindaco parrebbero essere state ben diverse: “Non permetterò mai un vostro banchetto nelle mia città”. Vogliamo ricordare al sindaco due cose: che Curno non è sua ma, bensì, dei curnesi, e che la maggioranza dei cittadini (53% circa) alle ultime elezioni amministrative non l’ha votata. Ricordiamo, inoltre, che questo gazebo di estrema destra ha visitato circa una decina di paesi prima di giungere a Curno, senza che si siano registrati scontri di sorta. Questo dato dovrebbe far riflettere molto l’amministrazione Serra.

La fatidica giornata è giovedì 13 marzo, data della riunione di consiglio comunale. Il Sindaco Serra riferisce in assemblea le motivazioni della sua scelta (a nostro avviso) antidemocratica. Comunica inoltre, con rammarico, che la domenica successiva purtroppo il gazebo di Casapound si sarebbe comunque svolto, a prova della sua grande democrazia (ci segnalano però, come risulta anche dal sito internet del centro sociale Pacì Paciana, che il gazebo sia stato in realtà “imposto” dalla Questura di Bergamo; ci sconcerta quindi apprendere che a Curno, per ottenere democrazia, serva l’intervento della polizia).

 

Il sindaco però non è soddisfatto, non accetta la sconfitta. Invita la popolazione, alla presenza degli organi di stampa, a presentarsi in piazza per la gazebata di Casapound, come segno di vera democrazia, con un presidio non violento contro il “nemico” fascista. Gli organi di stampa riprendono la notizia e la pubblicano. Il sindaco si lamenterà poi dell’attenzione della stampa e della risonanza data al proclamo. Ricordiamo sempre al sindaco che i giornali servono ad informare, non solo a fare campagna elettorale sulle “belle iniziative” promosse dalla giunta comunale.

 

Il gruppo consiliare Lista Corti, composto dai gruppi Curno Oltre (F.I.) – Lega Nord,  critica aspramente le scelte del sindaco. Un amministratore deve comportarsi come tale e non influenzare le proprie scelte, soprattutto nel campo dell’ordine pubblico, in funzione della propria posizione politica. La libertà di espressione, a norma di legge, deve essere garantita ad ogni livello. La Costituzione, che sventolate in piazza, non è un’arma da utilizzare solo a convenienza. Sfidare pubblicamente ed istigare un avversario politico in aree pubbliche è un’arma imprudente e pericolosa.

 

Ma veniamo a domenica 16 marzo. I centri sociali erano già in piazza molto tempo prima dell’orario previsto. Hanno occupato la piazza con striscioni non autorizzati arrivando a minacce fisiche nei confronti di chi scattava qualche semplice fotografia. Esponenti politici di Curno sono stati minacciati di morte solo perché presenti in piazza. La cosa non ci ha certo stupito! Quello che ci ha lasciato increduli è stata la presenza in piazza del consigliere Bellezza, che non solo non ha preso le distanze da queste persone, ma ha ampiamente dimostrato ai presenti di essere particolarmente affine e solidale agli occupanti. Questo atteggiamento è molto grave, nella vita privata si è liberi, ma un consigliere comunale, in coscienza delle proprie funzioni e responsabilità, di fronte ad un evidente crescente problema di ordine pubblico, non può tenere un comportamento tanto irresponsabile. Come gruppo consiliare ci auguriamo che presenti le sue DIMISSIONI IMMEDIATE ed IRREVOCABILI, auspicate quanto quelle del Sindaco Perlita Serra, colpevole a nostro avviso di procurato allarme.

 

L’arrivo di Casapound in piazza è invece avvenuto, grazie alle forze dell’ordine, nella massima tranquillità. Il gazebo, civile, si è svolto nel massimo rispetto. Il materiale informativo distribuito era perfettamente legittimo e rispettoso, a differenza dei cori dei centri sociali la cui cronaca vi viene risparmiata per pubblico decoro. Un ringraziamento va alle forze dell’ordine per il brillante lavoro svolto nell’organizzazione e nella gestione della difficile situazione. Resta un ultimo quesito, quanto sono costati questi 100 agenti sottratti al territorio ed alla lotta alla criminalità? Forse potevano essere impiegati in modo migliore, considerando che i furti e gli atti di criminalità sono in netto aumento ovunque.

 

Come gruppo consiliare, partendo dal presupposto che siamo comunque lontani da Casapound come pensiero politico, critichiamo aspramente il comportamento antidemocratico e ideologico dell’amministrazione Serra. Critichiamo duramente la gestione dell’emergenza da parte dei consiglieri comunali ed arriviamo a chiederci se questa maggioranza sia in grado di gestire la sicurezza nel nostro paese. Critichiamo inoltre questo sistema di censura dell’opinione pubblica che si spinge, addirittura, per imporre il proprio pensiero, a violare un articolo della Costituzione italiana.

 

Ma se fosse successo il contrario? Se fosse stato un sindaco della Lega Nord o di Forza Italia ad impedire una manifestazione della sinistra estrema cosa avrebbero detto i dirigenti del PD? A voi l’elementare risposta…

 

 

Riprendiamoci subito la nostra libertà,

riprendiamoci Curno!

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